Trentasei chili, neanche il peso di un pensiero.
Pane al giorno: grammi trenta e rape per porci
in minestrone. La colazione è servita. Ma prima
- lo impongono igiene e profilassi – doccia gelata
su queste carcasse nude nel piazzale.
E’ stato tutto vero. Come il destino e la fortuna,
come l’oblio benevolo. E tu che ignaro c’eri,
in me tra i vivi, ricordatene un poco.
da “Stazioni di quieto esilio”, Maurizio Meschia, 2004 Book editore
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