comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

Contro il target

Le analogie tra marketing industriale e dei servizi da un lato, e marketing politico dall’altro sono molte. Consulenti e analisti si occupano molto di trasferire modelli e pratiche da un campo all’altro. Spesso con entusiasmo, e molto spesso senza alcuna preoccupazione critica. Però a un certo punto le analogie si fermano e cominciano le differenze. Da molto tempo mi ronza in testa un abbozzo di concetto: se il marketing di un prodotto ha successo con la vendita del prodotto stesso (i più avveduti arrivano a pianificare una soddisfacente “post-sales experience”), si può dire che la politica termina con il successo elettorale? Se la politica si limita a promettere quello che il target vuole già, mietendo consensi così come un prodotto che “incontra i gusti del pubblico”, non sta rinunciando a una funzione … come chiamarla? d’avanguardia? pedagogica? ecco, sul pedagogico penso al maoismo, rabbrividisco, e smetto di concettualizzare. Poi ho trovato sullo scaffale di una libreria “Contro il target”, di Remo Bassetti, pubblicato da Bollati Boringhieri: “Nella politica, al tradizionale compito del partito di orientare la comprensione (cercare di indirizzare le persone a un’ideologia attraverso la persuasione) è subentrato quello di comprendere l’orientamento (carpire gli umori delle persone, per farne l’indirizzo della propria azione politica).” Ecco, questa cosa qui lui la spiega proprio bene. E spiega anche che su questo piano, della rinuncia a immaginare, proporre e sostenere qualcosa di nuovo rispetto alle attese del target, Forza Italia (e tutti i suoi emuli nello spazio politico) e la Repubblica sono uguali.

Annunci

Archiviato in:Uncategorized, , , , ,

2 Responses

  1. Gianni ha detto:

    Bellissima riflessione. Io in politica sono portato a separare l’ esercizio del marketing (che si svolge in campagna elettorale, e il cui scopo e’ acquisire voti) dalla politica in senso stretto (che si svolge nella societa, intesa come istituzioni non necessariamente elettive e non necessariamente centrali, e il cui scopo e’ acuisire consenso).

    Consenso e voti: la politica, svolta nel quotidiano istituzionale e civile si pone l’ obbiettivo di rappresentare e definire progetti che abbiano il consenso anche di chi non ti ha dato il voto. Penso che sia questa la ragione per la quale in politica, a differenza che in azienda, il marketing non possa avere una funzione olistica.

  2. robertobasso ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo. Gli strumenti del marketing così come lo conosciamo possono essere utilizzati nel corso di una competizione elettorale: il consenso coincide con il successo della campagna. La politica deve essere portatrice di una visione che va oltre il consenso, capace di muovere la società al di là delle sue aspettative quotidiane, in grado di sviluppare nuove ambizioni. Soltanto così potrà utilizzare il consenso raccolto per andare oltre la “soddisfazione” delle aspettative, e contribuire al miglioramento di una comunità, locale o nazionale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

robertobasso@twitter

Segui assieme ad altri 3.708 follower

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: