comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

"C'era una volta la distinzione netta tra destra e sinistra"

Così Peppino Caldarola alias mambo comincia la sua rubrica sul Riformista di mercoledì scorso. Anche in vacanza trova conferme della rinuncia degli italiani a identificarsi in modo aprioristico con uno dei due settori del tradizionale continuum dello spazio politico. È la configurazione più recente di un trend di lungo periodo: Renato Mannheimer scrive che alle ultime consultazioni elettorali soltanto il 40% dei voti era predeterminato per ragioni identitarie (convinzioni ideologiche, tradizioni e culture politiche “ereditarie”) e che un quinto degli elettori ha deciso a chi dare il proprio voto nell’ultima settimana (per la precisione, l’8% del totale direttamente nella cabina elettorale). Mambo conclude che “un partito che sa cosa fare, e si fa capire, può prendere voti dappertutto.”

Già scritto, un minimo sindacale di buon governo e ci accontentiamo. Ce lo insegnano le esperienze dei piccoli comuni, dove l’appartenenza del sindaco a un partito è addirittura, spesso, un ostacolo al suo rapporto con i concittadini, e l’efficienza attribuita a un imprenditore è un vantaggio sicuro.

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