comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

Caro Brunetta, c'è molto da fare

Caro ministro Brunetta, sono stato al ComPa, il Salone della Comunicazione  Pubblica che si tiene quest’anno alla Fiera di Milano. Ho assistito a diversi dibattiti, seminari e convegni. Alla presenza di operatori pubblici e privati. La sensazione che ho ricavato dal confronto è che per Lei ci sia molto lavoro da fare. E non è una questione di fannulloni.

I sindaci-imprenditori sostengono di essere sorpresi dalla disponibilità del personale dell’amministrazione comunale. Sono felici di scoprire che, contrariamente a quanto pretenderebbe il senso comune, ci sono impiegati e funzionari che restano in ufficio fino alle 9 di sera o vi si recano anche al sabato, senza nessuna sollecitazione, soltanto perché consapevoli che c’è del lavoro urgente da finire. Certo, la pecora nera c’è, ma – sostengono loro, che parlano con cognizione di causa – in misura non superiore a quella che riscontrano in azienda. La differenza, semmai, è che in azienda possono porvi rimedio, nell’amministrazione comunale no. E, dicono, la mela marcia nel paniere guasta quelle sane, mai visto che le sane redimano quella marcia (io però penso che nelle dinamiche sociali funzioni proprio così, che un contesto sano possa aiutare il singolo individuo).

Per questo motivo ce l’hanno con i sindacati anche i sindaci-imprenditori di sinistra, anche quello laziale che dice testualmente che “bisogna fare attenzione all’arretramento dei diritti dei lavoratori che si va registrando in questi anni, perché non è sano e produrrà danni al sistema produttivo nel suo insieme”. Ce l’hanno con i sindacati che tutelerebbero i dipendenti in modo indiscriminato, anche chi si macchierebbe di comportamenti tali da danneggiare i propri colleghi. Insomma, su questo piano i sindaci-imprenditori sono d’accordo con Lei, ministro Brunetta.

Quindi un problema di efficienza, per evitare il termine “produttività” che rischia di innervosire i sindacalisti conservatori e i dipendenti pubblici più permalosi, esiste presumibilmente al livello centrale più che al livello periferico, degli Enti Locali.

Ma torno al mio punto: accanto al problema dell’efficienza c’è n’è un altro, ed è quello dell’efficacia dell’azione pubblica. Come ben sa chi si occupa dell’offerta di servizi e delle dinamiche relative alla soddisfazione del cliente, l’efficacia dipende essenzialmente dalla qualità delle persone coinvolte nell’erogazione delle prestazioni e nel contatto con i cittadini-utenti. È su questo che c’è molto da lavorare, signor Ministro. La qualità professionale delle persone coinvolte  nell’erogazione dei pubblici servizi può migliorare. Deve migliorare. C’è un gap tra privato e pubblico che è evidente a chiunque abbia rapporti di lavoro con i due contesti.  Salta agli occhi se nello spazio concentrato di una fiera e di poche ore si assiste agli interventi di persone che provengono da uno e dall’altro ambiente.

Qualcuno potrà sentirsi offeso per questo. Mi dispiace, le generalizzazioni puniscono i migliori, e sicuramente nella pubblica amministrazione centrale e locale lavorano professionisti che ad ogni livello fanno meglio di chiunque altro al loro posto. Ma il dato complessivo è questo: le più grandi organizzazioni erogatrici di servizi in Italia (Comuni, Province, Regioni, Ministeri ed enti collegati) hanno una performance scadente. Visto da una prospettiva speculare questo dato ci dice un’altra cosa: che i cittadini italiani (tra i quali ovviamente gli stessi dipendenti pubblici) “godono” di servizi pessimi di cui sono insoddisfatti.

Lavori su questo, ministro Brunetta, sull’efficacia, facendo l’unico investimento che paga nel lungo termine e che garantisce risultati duraturi: la formazione. Aiuti i dipendenti pubblici a migliorare, a migliorarsi. E poi li coinvolga, li responsabilizzi, ne aumenti gli ambiti di delega. Farà bene al loro morale, ridurrà la frustrazione e con questa le derive fannullonistiche. E darà ai loro concittadini e a loro stessi un paniere di servizi migliori.

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One Response

  1. […] scrivevo a ottobre dell’anno scorso che la polemica sui fannulloni era la punta un iceberg, che probabilmente il ministro brandiva per […]

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