OT: a margine di Adriano Olivetti sindaco-imprenditore…

Questa sera ho sentito Carlo De Benedetti dire due cose che mi sembrano abbastanza inedite.

La prima è che il ramo elettronico della Olivetti venne chiuso negli anni ’60 da Cuccia in esecuzione di un accordo raggiunto da Valletta con emissari USA, in base al quale sarebbero aumentati gli aiuti del piano Marshall alla Fiat in cambio della rinuncia all’elettronica nazionale. Roberto Olivetti continuò di nascosto con un gruppo di ingegneri a fare ricerca, consentendo poi all’azienda la transizione dalla meccanica all’elettronica (De Benedetti, tra l’altro, “riabilita” la figura di Roberto Olivetti attribuendogli coraggio e dignità in luogo dell’insipidezza che gli è stata spesso imputata).

La seconda è che a metà degli anni ’80 De Benedetti stesso avrebbe rinunciato a cedere l’Olivetti durante il viaggio aereo che lo portò, insieme ad Elserino Piol e altri collaboratori, a casa del CEO di AT&T dove erano pronti per la firma i documenti e per il brindisi i bicchieri. Lo avrebbe fatto per passione, irrazionalmente, rinunciando ai lauti guadagni che l’operazione gli avrebbe procurato nel momento di massimo splendore dell’azienda nel panorama dell’informatica nazionale.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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