Decido io!

Il sistema elettorale per il Parlamento italiano ha vissuto due radicali cambiamenti alle consultazioni che si sono succedute nel 2006 e nel 2008.

Nel 2006 il cambiamento è avvenuto per via legislativa: una nuova legge ha escluso la possibilità per l’elettore di scegliere il nome del candidato prescelto. Nel 2008 il cambiamento è avvenuto per via politica: i leader dei due principali partiti hanno promosso un processo di aggregazione con i rispettivi alleati così da formare due poli capaci di attrarre la maggior parte del voto.

Su questo secondo cambiamento si possono avere idee diverse e tutte legittime, ma sulla cancellazione delle preferenze gli argomenti a favore sono troppo deboli per ritenere che vengano adoperati in buona fede.

Nel dibattito corrente viene però sottovalutato l’effetto congiunto dei due cambiamenti. In presenza di un’offerta politica molto ampia e frazionata, l’elettore può ovviare alla cancellazione delle preferenze scegliendo minuziosamente tra partiti affini, e cambiando partito, nell’ambito dello stesso schieramento, nel caso di delusione sul precedente voto. Ma la cancellazione delle preferenze insieme alla riduzione dell’offerta elettorale impedisce all’elettore di esercitare qualsiasi opzione che non sia l’alternativa secca tra uno schieramento e l’altro. Passaggio che in Italia è ritenuto accettabile soltanto da una fetta marginale dell’elettorato.

Il risultato più probabile, in queste condizioni, è un progressivo ritiro di una parte crescente dell’elettorato verso le sponde dell’astensione (fenomeno che del resto si è verificato tra l’elettorato di centro-sinistra già alle ultime consultazioni di primavera).

Per questi motivi ritengo che il ripristino delle preferenze sia esiziale per la democrazia italiana, e il mantenimento delle preferenze per le elezioni al parlamento europeo che si terranno nella primavera del 2009. E per questi motivi sostengo e segnalo la campagna DECIDO IO! del parlamentare europeo Gianni Pittella alal quale si può aderire qui. La campagna è molto attiva anche su Facebook dove si trovano altre “cause” analoghe.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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