comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

Una risata ci seppellirà

LibMagazine è online anche oggi, pressoché vigilia di Natale. Io sono stato un po’ pigro e un po’ immutolito  davanti al caos politico-giudiziario di questi giorni. Così me la sono cavata riferendo una storia semplice. Ma voi cliccate qui ché su questo numero ci sono cose più interessanti.

Quindici anni fa un pezzo importante del ceto politico italiano è crollato sotto i colpi assestati dalla magistratura. Il conflitto tra i poteri dello Stato che da allora non si è mai sopito ha prodotto una caduta complessiva della fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il caos politico-giudiziario di queste settimane ha aggravato il clima.

Che dire delle storie, vere o presunte, di regali, favori, connivenze, amicizie che fanno comodo, patti stretti a spese dei cittadini, che i media mettono in scena quotidianamente? Voglio provare a riferire il racconto di un piccolo imprenditore che fa il sindaco del suo comune in provincia di Bergamo, eletto in una lista civica. C’è un’ingenuità che fa sorridere, ma chissà che non sia un sorriso a riportarci alla semplicità delle cose e a restituirci un po’ di speranza.

“Due tre giorni dopo la mia nomina arriva qui un mio amico a complimentarsi e siccome aveva letto nel mio programma che avevo l’intenzione di comprare un pullmino per il trasporto dei disabili, mi dice che l’azienda per la quale lavora tutti gli anni finanzia qualche opera benefica. Così si è impegnato a verificare se anche quell’anno ci fosse in programma la possibilità di un finanziamento. Il giorno dopo torna e mi dice di avere parlato con il suo titolare, il quale è disponibile a finanziare l’acquisto.

Dopo una ventina di giorni il mio amico ritorna con l’assegno di 38 milioni di lire per acquistare il pullmino. Ho preso la busta e l’ho messa in tasca, e sono andato a fare il giuramento in Prefettura. Qualche giorno dopo chiamo il segretario comunale e gli dico: ho qui l’assegno per comprare quel pullmino che serve in paese; cosa devo fare? Andiamo direttamente a comprarlo? Gli si sono sgranati gli occhi e mi ha detto di restituirlo immediatamente a chi me lo aveva dato, che se lo avessero saputo i miei avversari politici mi avrebbero denunciato.

Che dovevamo fare prima una delibera per l’acquisto, poi un’asta, poi un’altra delibera per accettare la donazione… Abbiamo portato a termine questa pratica un anno dopo e con un costo totale di 48 milioni di lire, 10 milioni in più rispetto al prezzo di mercato. Non è come trattare una cosa direttamente con un fornitore. Tre giorni dopo l’elezione avrei potuto trattare con un fornitore e cominciare a dare un servizio ai cittadini. E invece abbiamo tenuto l’assegno nel cassetto per un anno. Soldi regalati, che non avevano alcun costo per la comunità. E allora ho pensato che forse non era il mio posto.”

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