comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

Il compleanno di un liberale

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Angelo Pavia compie 78 anni oggi e – siccome i liberali in Italia sono merce rara – gli facciamo i migliori auguri per questo e i prossimi compleanni. Il suo cognome è poco noto perché l’azienda a cui è legata la sua storia imprenditoriale portava nel nome l’anagramma dei fondatori: Liabel, evoluzione dei Maglifici Bellia fondati nel 1861. Il padre di Angelo era subentrato in azienda a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. Antifascista, aiutava il transito delle derrate alimentari con viaggi notturni in furgone: il Biellese era zona partigiana e i tedeschi limitavano gli approvvigionamenti all’area. Angelo, appena adolescente, giocava con i suoi compagni a “tedeschi e partigiani” con degli Sten di legno, con qualche difficoltà perché nessuno mai voleva fare il tedesco.

Dopo la guerra si iscrive al partito liberale ed entra a far parte della direzione centrale, seppure con lo spirito “del manovale della politica”. Lo stesso spirito che a un certo punto lo induce a pensare “che avendo già responsabilità in azienda sarebbe stato forse utile dare un aiuto all’amministrazione locale”: perché la politica è una fatica, e c’è una sproporzione tra la fatica e l’effetto, soprattutto per chi la politica “la fa da volontario”, mentre “l’amministrazione locale dava la possibilità a chi ne aveva l’attitudine, di passare dall’idea alla realizzazione”.

È confortante sapere che un uomo che ha fatto crescere una piccola azienda di provincia fino ad occupare mille addetti (anche se l’azienda è passata di mano due volte dal 1993, qualcuno ricorderà ancora il tormentone pubblicitario “Lìabel o Liàbel?”), è stato membro della giunta e del comitato direttivo di Confindustria, ha negoziato due contratti nazionali di lavoro per il settore tessile, ancora oggi ricorda come uno dei momenti più soddisfacenti della sua vita l’esperienza di sindaco di Pettinengo, il comune di duemila abitanti nel quale sorgeva l’azienda. Dove la manutenzione era affidata a un solo cantoniere, e non era raro che si dovesse dare una mano a qualche tumulazione in uno dei tre cimiteri distribuiti tra le frazioni. È spirito di servizio, non uno sfizio: Angelo Pavia ha fatto il sindaco per tre mandati consecutivi (non era ancora entrata in vigore la riforma del 1993 che impone il limite dei due mandati).

Fare politica, e magari farla con devozione a uno spirito, a una idea, non è possibile solo da professionisti. Anzi. Rispetto a tanti politici di professione che continuano a calcare le scene con gli stessi ruoli, sulla soglia degli ottant’anni questo “manovale della politica” continua a fare attività concreta sul territorio: è vicepresidente onorario della provincia di Biella, sebbene fosse fautore di una idea di comprensorio allargato a Ivrea; credente e al tempo stesso profondamente laico, ha dato vita a un’associazione pacifista – ma sarebbe meglio dire, con le sue parole, un’associazione di pacifici: Pacefuturo, con l’obiettivo di promuovere una cultura della tolleranza, capace di cancellare dagli orizzonti culturali comuni la paura, vera cifra della nostra esperienza nel mondo contemporaneo. Una cultura liberale.
Auguri, Angelo Pavia, auguri.

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