Politica a progetto

LibMagazine è online, con una nuova rubrica sulla televisione, tra l’altro. Dalla rubrica “Sindaco SpA”, ancora qualche riflessione sul rapporto tra professionismo e servizio “a tempo determinato”.

Il professionismo condiziona l’agire dei politici. Coloro che vivono per la politica devono, quasi sempre, necessariamente vivere di politica. Ma non è necessario che la politica sia la scelta di una vita. Forse non è neanche bene che la politica sia la scelta di una vita.

Certamente la specializzazione ha un valore anche in questo campo, e l’esperienza politica può essere un valore. Ma come valutare l’ampiezza di esperienza di una persona che ha fatto della pratica politica la sua attività unica o prevalente? Una persona che non ha mai lavorato nell’industria o nei servizi (pubblici o privati), che non ha sperimentato il rapporto con un cliente, con un fornitore, che non ha conosciuto il respiro di ambienti internazionali, che ha viaggiato poco. Che non ha affrontato il disagio di cittadini spinti ai margini dall’indigenza o dalle droghe per aiutarli a trovare una via d’uscita. Che non ha assunto rischi, che non si è misurata in prima persona con i risultati oggettivi di un’attività sociale o economica. E che per tutti questi motivi non potrà che continuare a prestare servizio nella politica professionale, magari facendo quattro o cinque legislature in Parlamento, o passando attraverso molteplici consigli comunali, provinciali e regionali. Con scarse opportunità di contatto fuori, nel mondo esterno alla politica.

Non c’è piuttosto maggior valore in coloro che apportano alle istituzioni e alla politica un’esperienza di vita e professionale maturata nella carne viva della società? Persone capaci di dedicare una parte della propria vita, dieci – quindici anni, al servizio pubblico e civile presso le istituzioni, e poi – una volta esaurito il proprio contributo e la propria spinta – tornare all’occupazione precedente, o intraprenderne una nuova.

La specializzazione burocratica, quella che aiuta ad affrontare i vincoli normativi, ad utilizzare bene le risorse, a far evolvere i sistemi giuridici, dovrebbe essere affidata a tecnici formati per questo scopo, come accade in Francia, come suggerisce Roger Abravanel in Meritocrazia (Garzanti).

Meritocrazia, di Roger Abravanel, ed. Garzanti
Meritocrazia, di Roger Abravanel, ed. Garzanti

Possiamo ipotizzare che tra l’ambito politico e gli altri contesti socio-professionali si possano innescare scambi proficui di esperienza e di competenze se vengono abbattuti i compartimenti stagni, e le porte delle stanze della politica vengono aperte a persone capaci di entrarvi per un periodo determinato, con una idea da realizzare. Una politica a progetto, appunto.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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