Tasse accettabili

Il settimanale di LibMagazine è pronto online. Oltre alla rubrica omonima che riproduco qui, questa settimana “autosegnalo” un pezzo sul piano di stimolo all’economia, e due interviste: al corrispondente di Repubblica dagli USA, sulle scelte di Obama, e a Pina Picierno, deputata del PD ed ex presidente dei giovani della Margherita, sulla linea di Franceschini.

Questa settimana la ricerca per “Sindaco SpA” mi ha spinto a tornare a Trieste, una città-salotto, per intervistare il primo cittadino Roberto Dipiazza. Al secondo mandato, è un imprenditore che si è fatto da solo e dopo un’esperienza alla guida del vicino comune di Muggia è diventato sindaco del capoluogo del Friuli Venezia Giulia a capo di una maggioranza di centrodestra. Una città abituata agli imprenditori-sindaci. Dipiazza sostituì nel 2001 Riccardo Illy, destinato alla Regione, vincendo la sfida con un altro imprenditore, presidente dell’associazione industriali. Evidentemente ai triestini piace proprio così.

Il pittoresco TPS che fu ministro dell’Economia nell’ultimo Governo Prodi ebbe a dire che “pagare le tasse è bello” e fu massacrato dalla stampa e ovviamente dall’opposizione dell’epoca. A Trieste, città europea con la più alta incidenza di over-75, il sindaco di centrodestra applica l’addizionale IRPEF al livello massimo consentito (0,8) e ha la tassa sui rifiuti urbani più alta d’Italia. “Volete vivere in una città così?” chiede Dipiazza puntando il dito fuori dalla finestra che affaccia sul bellissimo quadrilatero di piazza Unità d’Italia o verso lo schermo su cui sono proiettate a ciclo continuo le immagine delle 350 opere realizzate sul territorio. “Per vivere in una città così il Municipio deve spendere 80 milioni di euro l’anno tra sociale (cui sono dedicati 500 addetti) e scuole” continua, e mantenere efficiente, dopo averlo realizzato, un termovalorizzatore. “Io sono convinto che se domani mattina metto una tassa di scopo per rifare tutte le scuole di Trieste, la pagano volentieri. Il problema nasce quando un’amministrazione spreca i soldi”.

Questo è il punto, quando si parla di tasse: come vengono spesi i soldi pubblici. Ma Trieste, che nell’annuale analisi della qualità della vita del Sole-24Ore si piazza prima nella categoria “servizi e ambiente”, quarta per le opportunità nel “tempo libero”, prima nella velocità della giustizia, prima per il numero di infrastrutture, nella classifica dei costi della politica si piazza invece all’ultimo posto, con l’importo più basso. Dev’essere per questo che i triestini non hanno dubbi su come vengono spesi i loro soldi.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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