La sfida di Prato

Da LibMagazine del lunedì.

L’election day di giugno si avvicina. I partiti corrono verso le elezioni. Cominciano ad affermarsi le candidature ai vertici degli enti locali. In questa rubrica segnaleremo quelle più interessanti per le modalità con cui i candidati vengono selezionati. Cominciamo con Prato, la città con la più alta concentrazione di immigrati e cittadini di origine cinese. Sindaco uscente di centrosinistra è Marco Romagnoli, dirigente della pubblica amministrazione. Il candidato del PD, vincitore delle primarie contro il compagno di partito Paolo Abbati, è Massimo Carlesi. Il centrodestra si affida unito e compatto a un outsider, l’imprenditore cinquantaseienne Roberto Cenni, titolare del marchio Sasch.

Il Duomo di Prato
Il Duomo di Prato

A sinistra quindi la selezione ha avuto luogo attraverso la partecipazione della base con le primarie, strumento ormai acquisito, diffuso e reclamato nel PD e più in generale nel centrosinistra. Uno strumento capace di produrre anche colpi di teatro, come nel caso della candidatura di Matteo Renzi nella vicina Firenze. A destra si tratta di un’investitura fatta dai vertici dei partiti, che nella rossa Toscana giocano una gara tutta in salita, ma dall’esito non scontato.

È vero infatti che Prato è nel cuore di una regione rossa, ma la crisi competitiva che ha devastato il tessuto della locale industria dell’abbigliamento, combinata alla crisi economica globale, apre crepe in un sistema di governo cittadino ampiamente collaudato. L’avanzata della Lega alle politiche dello scorso aprile, che tanto per cambiare ha colto di sorpresa la sinistra, ne è stato un segnale importante. E poi, in chiave più tattica, bisogna considerare la capacità di erosione a sinistra della lista civica di un assessore dell’attuale giunta, Aldo Milone.

Sul piano squisitamente tecnico quindi la scelta dei partiti di centrodestra è comprensibile e competitiva: un personaggio esterno ai partiti, capace di attirare quindi anche elettori propensi a un voto non identitario né ideologico; un imprenditore, nel quale altri imprenditori e lavoratori non vincolati ideologicamente si vorranno riconoscere nella speranza di un intervento sulle condizioni economiche del territorio.

Sarà interessante vedere in che misura questa scelta modificherà lo schema della competizione elettorale. L’incumbent, il partito di governo (locale), affronta una sfida oggettiva (la crisi della principale industria del territorio) e una sfida competitiva: quella posta da un outsider che rappresenterà le istanze economiche e le preoccupazioni del territorio. Peraltro un outsider che dichiara di avere ricevuto un’investitura dotata di ampia autonomia: “i partiti mi hanno affidato la responsabilità di guidare questo cambiamento in piena autonomia, lasciandomi la libertà di formare la squadra che riterrò più opportuna per rispondere nel modo più efficace alle esigenze di Prato”.

Una sfida da seguire con attenzione.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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