comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

“Intercettateci tutti”? Ma siamo pazzi?!

Sul Foglio di ieri leggo un appello in difesa di un principio liberale che mi piace. Eccolo:

La legge sulle intercettazioni, affidata alla dialettica politica e parlamentare, è controversa. La nostra opinione è che non debba essere offuscato o marginalizzato, nel conflitto intorno al testo della legge, il principio liberale e costituzionale della riservatezza delle comunicazioni, perno della privacy.

Gridare ‘intercettateci tutti’ significa dimenticare il massacro di umanità che si è compiuto nel corso del Novecento per la pretesa del potere di interferire nelle vite degli altri, e gravemente sottovalutare la potenziale deriva orwelliana del nuovo mondo tecnologico; significa ritenere che lo Stato possa ogni cosa, anche penetrare nei luoghi più reconditi e sacri del privato, calpestando quella dignità della persona su cui devono fondarsi leggi e regole della convivenza civile; significa cancellare l’articolo 15 della nostra Costituzione, che sancisce il diritto alla riservatezza.

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione fu considerata dai Costituenti inviolabile. Bisogna salvaguardare l’efficienza delle indagini penali contro ogni forma di criminalità e la libertà della stampa e degli altri mezzi di comunicazione di massa. Ma non c’è mobilitazione che possa svolgersi nel disprezzo di questo basilare diritto del cittadino.

Pierluigi Battista, Alessandro Campi, Aldo Canovari, Carlo Cerami, Francesco Cundari, Giancarlo Galli, Ernesto Galli della Loggia, Raffaele La Capria, Luciano Lanna, Roberta Mazzoni, Piero Ostellino, Angelo Panebianco, Giampaolo Pansa, Sergio Pizzolante, Andrea Romano, Susanna Tamaro

Sullo stesso Foglio leggo l’articolo di Adriano Sofri che spiega le ragioni di uno slogan, per sua natura semplificatorio, ma riporta anche le parole dell’incredulo Rodotà, cultore – e per un periodo tutore – della nostra privacy, su Repubblica: come si può inneggiare all’invasività dello Stato?

La legge-bavaglio è una vergogna e va contrastata, le argomentazioni con cui farlo non sono indifferenti: quello che rivendichiamo oggi (“intercettateci tutti”) farebbe la gioia di un regime totalitario.

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