Che posizione ho?

Non lo so. Il nucleare produce energia senza immettere inquinanti nell’atmosfera. Però genera scorie di difficile gestione. Pare che costi poco. Però se consideri i costi di decommissioning il nucleare costa più di altre fonti. Può accelerare l’autonomia energetica del Paese. O rallenta lo sviluppo delle fonti rinnovabili? Non lo so.

Il nucleare è difficile, è pericoloso, ne so poco e non ho ancora deciso a chi riconoscere l’autorevolezza e l’onesta che pretendo da qualcuno a cui devo delegare la scelta. La campagna di Saatchi & Saatchi ha il merito di non fare propaganda (per adesso, vedremo i prossimi flight) ma di sollecitare l’opportunità di pensarci, di non assumere posizioni preconcette. Chicco Testa, a capo del Forum Italiano per il Nucleare, committente della campagna, sa bene che i cittadini sono pregiudizialmente “contro” e ha opportunamente evitato il solito tentativo di educarci a mezzo pubblicità.

Gli ideatori della campagna sono il copy Edoardo Loster e l’art Francesca Risolo.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

2 thoughts on “Che posizione ho?”

  1. Caro Roberto, alcune frasi di quello sport mi sembrano pilotare un po’ gli indecisi, sopratutto quella relativa alla sicurezza. In vero non si è certi sulla sicurezza delle centrali, basti ricordare i tre incidenti in 15 giorni che nel 2008 fecero preoccupare la Francia, in realtà ce ne sono ben 100 ogni anno. Altra falsità è che siamo di fronte ad impianti non inquinanti. Come dimostrato in una puntata di report, ne consiglio a tutti la visione – sul sito la trovate, intorno alle centrali la radioattività si sente e contamina il terreno! Inoltre per raffreddare una centrale si consumano 1.000kg d’acqua al secondo, in 4 gironi una centrale da 3GW produce un bel temporalone. Visto il dissesto della rete idrogeologica del nostro paese, vogliamo mettere in conto anche questi danni collaterali?

  2. Il committente della campagna ha sicuramente lo scopo di promuovere il nucleare. Il mio giudizio è squisitamente tecnico, non entra nel merito. Nella situazione di partenza (cioè una quota vastissima dell’opinione pubblica contraria al nucleare) una propaganda più diretta sarebbe stata controproducente (in Italia, dove manca una prassi di dibattito pubblico serio, alla francese, è anche più facile trovarsi davanti a campagne demenziali di quel tipo).
    Invece qui agenzia creativa e committente hanno preso la questione in un modo intelligente.

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