comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

La prima pietra

Non mi piace il gioco dei commenti alle operazioni di comunicazione. Osservare sì. Farmi unopinione e anche giudicare, certo, ma quando l’operazione è terminata. Come fai a giudicare l’operazione “Conosci i miei?” se non sai come si sviluppa? Se non sai il rapporto tra l’effetto del teaser e l’idea per sfruttarlo in seguito?

Manifesto campagna "Conosci i miei?"

Se conoscessimo i criteri adottati dalla prospettiva dei creativi e il piano che hanno in mente potremmo ragionarci. Ma siccome stanno facendo il loro lavoro, io penso che dovremmo rispettarlo e vedere “l’effetto che fa”.

Quando con Paola Giulietti di Com.unico abbiamo lanciato “La forza gentile x cambiare Milano” per presentare alla città Giuliano Pisapia e informare delle elezioni siamo stati massacrati dal fuoco amico: lo sfondo è scuro, la foto del candidato inadeguata, si sa che il candidato è gentile perché ribadirlo e così via. Peccato che quel posizionamento fosse strettamente pertinente con l’identità – dico identità, non immagine – del candidato e ha continuato a evocare il potenziale della candidatura anche quando siamo passati a “Il vento cambia davvero” (anche su quello ovviamente abbiamo ricevuto un sacco di critiche).

Oggi gli stessi che sostengono che il riferimento a Facebook sia in qualche modo un errore perché escluderebbe i venti milioni di elettori che non frequentano il club, si lamenta perché non è stato usato sul manifesto un codice QR. Che useremo in 5…

Insomma, una campagna di comunicazione va al di là di un manifesto. Io suggerisco di aspettare il seguito prima di lapidare gli autori dell’operazione (e non so chi siano).

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3 Responses

  1. alesiro ha detto:

    L’errore (grave) è che sono appesi in luoghi dove non è lecito.
    Non possono usare manifesti abusivi a nome nostro (infatti a Milano tu non lo ha mai fatto).

  2. mariocantella ha detto:

    Perfettamente d’accordo sull’aspetto di metodo. Ma chiedersi se la spesa annua del Pd per la comunicazione – oltre 20 milioni di euro annui – sia efficace mi sembra quanto mai pertinente. In fondo i soldi sono reali (e tanti) e la politica in questo caso un prodotto misurabile.

  3. robertobasso ha detto:

    @Ale, sui manifesti abusivi bisogna fare una guerra senza tregua e dare il buon esempio.
    @Mario, legittime le domande, e opportuno (molto) fare un ragionamento sulla strategia complessiva e il modo in cui viene speso il budget di comunicazione.

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