La superiorità del frame

Non so chi prevarrà tra Bersani e Renzi alle primarie del centrosinistra (ma quando si faranno? Con che formula? Saranno “di coalizione”? E da chi sarà composta la coalizione?). Ma so che Renzi gode del vantaggio di essere al centro di un frame: quello del “nuovo” – fa sempre la sua parte, dal Berlusconi del 1993 al Grillo del 2012 – che ora si unisce a quello delle competenze – “i veri tecnici siamo noi” afferma il sindaco di Firenze, intendendo “noi amministratori locali”.
Troppe le variabili in gioco ancora irrisolte per fare previsioni. Ma non c’è partita tra lo spirito del tempo interpretato da Renzi e la sobria continuità del segretario del PD.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

One thought on “La superiorità del frame”

  1. Al frame di Renzi, al suo tempo puntiforme, alla sua, alla loro eterna giovinezza, preferisco il groove, molto black music, di Bersani. Il solco delle origini, la tradizione, l’esperienza (continua) e la competenza, quella che non si autoreferenzia solo con l’anagrafe. Severo? Forse un poco. Livoroso? No, solo concreto.

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