comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

L’onda è partita. @matteorenzi è sul surf

L’onda è partita. I fenomeni di massa – come la politica in democrazia e come il largo consumo in Occidente – sono così, come il mare. Quando ci stai sopra, non puoi frenare né governare l’andamento come si fa in auto su strada. Puoi orientare l’andatura ma devi sapere che il mare è più forte del tuo volere, devi rispettarlo, e spesso non vai dritto alla meta ma prendi traiettorie che dipendono dall’onda e dal vento.
Le campagne elettorali sono così. In una competizione politica le condizioni del campo di regata prevalgono quasi sempre sulle intenzioni e l’unica strategia possibile va inscritta in una consapevolezza zen. Fuor di metafora, e per fare una citazione da Lakoff: il frame determina il ruolo dei concorrenti. I concorrenti possono influenzare il frame se sono portatori di una novità radicale ma soltanto se quella novità recupera (sembra un paradosso) uno schema antico, un ruolo archetipico (e a quelli che invocano la “narrazione” a ogni spernacchiata pubblica rivolgo l’invito a rileggersi Vladimir Propp).
Il frame in cui si giocano le primarie del centrosinistra non lo inventa Renzi ma prende forma in virtù della sua presenza: è un frame che ha la forza antica delle cose ovvie, che per dirla meglio chiameremmo costanti antropologiche. È il frame del confronto vecchio/nuovo. Qui e ora, nell’Italia corrotta e inefficiente fino allo stallo di questi anni, il frame promuove Renzi.
Potrebbe non essere l’unico frame capace di strutturare la percezione degli elettori. Vedremo se qualcuno sarà capace di attivarne altri e in che modo questi si sovrapporranno a quello. Di sicuro la differenza tra i candidati non la faranno i mitici “contenuti”: quante persone conoscete che siano disponibili a confrontare documenti, dichiarazioni d’intenti, teorie e ipotesi di lavoro? Io pochissime, pagate per farlo (studiosi, ricercatori, consulenti).

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3 Responses

  1. perdirealtro ha detto:

    Chiarissimo.

  2. stefania bozzi ha detto:

    E che ne pensi della terza incomoda, scomoda, rimossa (ma c’è lo stesso) Laura Puppato? E’ un frame mica male: donna, tosta, ambientalista, competente, mal digerita dall’establishment del pd veneto, amatissima da elettori/rici 60.000 preferenze alle europee, 26.000 alle Regionali –

    • robertobasso ha detto:

      Persona deliziosa, senza dubbio. Ma dov’è il frame? La “cornice” è l’insieme delle condizioni di contesto che incardinano le relazioni tra candidati e orientano la percezione degli elettori. Renzi/Bersani sono i due attori intorno ai quali si struttura il frame vecchio/nuovo (deludente/promettente, sfiducia/fiducia, passato/futuro ecc.) e infatti senza uno dei due non funzionerebbe: se non ci fosse un segretario che da vent’anni ha un ruolo di primo piano nel panorama politico e rappresenta (a torto o a ragione) la continuità con D’Alema (che, lo cito oggettivamente, non gode di grande popolarità) Renzi non sarebbe “il rottamatore”.
      Che cosa aggiunge Laura Puppato che possa modificare questo frame? Certo, sollecita riflessioni che stanno su altri territori, in termini di valori ed emozioni. Ma non su linee di frattura altrettanto “sentite” qui e ora. È una donna: ma mentre è diffusa la sensazione che sostituendo il vecchio con il nuovo in politica ci daremmo una diversa prospettiva, non gode di altrettanto favore l’idea di sostituire tutti gli uomini con donne (personalmente sperimenterei con curiosità l’ipotesi). E questo ovviamente a prescindere da altre dimensioni dell’analisi, come il gap di notorietà (che mi pare altissimo e irrecuperabile rispetto al sindaco di Firenze).
      Insomma, ottima persona e ottima candidata per le primarie ma il punto è un altro: come si vanno formando gli orientamenti degli elettori? Quali sono le categorie concettuali che ne condizioneranno le opinioni e poi il voto? Può la figura di Laura Puppato incidere su questo schema?

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