I nostri soldi, Totò e Grillo

Civicom ha lavorato al fianco di cinque candidati sindaci per altrettante competizioni elettorali durante la tornata elettorale amministrativa della passata primavera. Budget scarsissimo ovunque (“la crisi, il rigore, i partiti non hanno soldi…”), pagamenti al rallentatore (in tre casi su cinque a distanza di quattro mesi i pagamenti non sono ancora arrivati).

Eppure le inchieste degli ultimi messi ci hanno spiegato dove vanno i finire i soldi dei partiti, cioè i nostri soldi: nelle case di Lusi, nelle auto e nelle lauree del Trota e più in generale nel sostegno di Belsito a the family, nei toga party finanziati da Fiorito ai colleghi del PDL laziali Battistoni & C.

Una immagine del toga party laziale
Una immagine del toga party laziale da Leggo.it

Mentre il governo tecnico imposta ed attua politiche per rimettere il Paese sulla giusta carreggiata, i partiti avrebbero potuto usare questo scorcio di legislatura per fare un paio di cosette: una legge elettorale che consenta ai cittadini di esprimere compiutamente la propria volontà, una legge sull’utilizzo dei fondi pubblici e sulla trasparenza dei finanziamenti privati. Macché.

Parafrasando Totò: poi dicono che uno si butta su Grillo.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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