Jason Best: #start-up col #crowdfunding

Oggi ho partecipato a un incontro con Jason Best alla Camera di Commercio di Milano. Jason viene da una cittadina di provincia degli Stati Uniti, a un certo punto si è chiesto perché il 95% del venture capital finisse in imprese di 5 città del Paese. Siccome non crede che l’intelligenza americana sia concentrata soltanto in quelle città, ritiene che la struttura del mercato della raccolta dei capitali per fare impresa abbia una porta d’ingresso molto piccola.

Allora ha pensato che il crowdfunding e i portali che lo rendono possibile costituissero gli strumenti per allargare quella porta. A gennaio 2011 ha incominciato a portare questa idea in giro per Washington con due amici. Ad aprile 2012 (460 giorni, ha calcolato) Barack Obama firmava la legge sullo stimolo alle start-up attraverso il crowdfunding.

Insomma, una tipica storia americana. Ma al di là del dato di sistema evidente, cioè la possibilità di incidere sull’agenda legislativa pur non disponendo di esperienza né di canali privilegiati, ci sono due dati emersi sul crowdfunding che mi sembrano interessanti.

Il primo è più “sociologico”: riguarda la radicale trasformazione che potrebbe avere luogo se i cittadini/consumatori si ritrovassero nella condizione non soltanto di effettuare la propria scelta di consumo tra i prodotti/servizi disponibili sul mercato, ma piuttosto di stimolare la nascita di certe produzioni al posto di altre. Una scelta che può essere condizionata dalla folla (crowd) a livello globale (investendo dall’Italia a Singapore) ma anche – all’opposto – investendo a livello localissimo: una comunità può raccogliersi intorno a un’idea e finanziarla per rispondere a un’esigenza collettiva.

Il secondo è economico: una legge autorizza il crowdfunding – di fatto prendendo atto di una possibilità che la tecnologia ha già reso attuale – e la conseguente nascita del servizio dà vita a un intero ecosistema di imprese. Infatti l’imprenditore che vuole finanziare una piccola attività non può limitarsi a pubblicare un annuncio sul portale: deve fare marketing di se stesso, deve avvicinarsi alla codificazione propria delle corporation e dei loro management team quando presentano un’IPO o un aumento di capitale presso i mercati finanziari. E quindi, ci ha raccontato Jason reagendo alle domande, stanno già nascendo agenzie che offrono assistenza ai self-entrepreneur/self-money-raiser e grosse società impegnate nel settore education stanno aprendo nuove divisioni per il training di questi aspiranti collettori di capitali.

Bella storia, insomma. Ah, le ultime annotazioni: Act now! incalza il pubblico italiano il giovane ospite, “agite adesso”, perché tutto il mondo si sta muovendo; e questo bellissimo:

stay on policy and out of politics

Buoni spunti per Shinynote.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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