comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

L’illusione ottica di @beppe_grillo

La bellissima piazza San Giovanni di Beppe Grillo è una festa democratica. Ma è anche una grande illusione ottica. È l’illusione di chi crede che si possano “resettare” le istituzioni e che dopo tutto debba necessariamente migliorare. Questa illusione si ripresenta in Italia periodicamente. All’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, con la Lega e con Berlusconi. Più tardi con l’IDV. Oggi con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
La storia si ripete: davanti all’impasse istituzionale, in presenza di classi dirigenti che “estraggono” privilegi personali dal bene comune, i cittadini più superficiali e qualunquisti si illudono che il colpo di spugna produca automaticamente il risanamento. Invece accade che i “nuovi” movimenti si macchiano degli stessi comportamenti approfittatori dei predecessori. Nel caso della Lega gli scandali sulla gestione delle casse del partito affidate all’allegro Belsito (nominato perfino nel cda di Fincantieri), per esempio, o le storie su The Family. Nel caso dell’IDV lo scandalo sull’utilizzo dei rimborsi elettorali che hanno costretto il leader fondatore Di Pietro a non presentarsi a queste elezioni con il suo simbolo. E per il PDL la lista di comportamenti dallo sconveniente all’illecito penale è così lunga che non vale la pena di soffermarsi.
Agli occhi di qualsiasi osservatore avveduto è evidente che il problema non è politico, ma sociale. Nel senso che non si risolve nell’ambito socio-professionale specifico degli addetti ai lavori della politica e delle istituzioni, ma riguarda l’intera società italiana: per dirla meglio, l’educazione democratica dei cittadini italiani. Una parte dei quali non ritiene che la democrazia vada praticata in modo sostanziale, e si accontenta della sua dimensione formale attraverso la consultazione elettorale.
Non è un caso quindi che in questa stagione il consenso per il Movimento 5 Stelle si vada gonfiando di elettori che in passato hanno votato prevalentemente a destra (e quindi oggi sono in libera uscita da PDL e Lega). Perché si tratta degli elettori meno partecipi della vita civica attraverso le istituzioni e le altre forme di rappresentanza collettiva. Si tratta di due dei quattro segmenti nei quali Paolo Natale e Roberto Biorcio suddividono l’elettorato grillino, i “razionali” e quelli del “meno peggio” (si veda in proposito il loro recente Politica a 5 Stelle, ed. Feltrinelli, e l’analisi odierna su Europa).

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One Response

  1. Ricky ha detto:

    Ciao.
    Su IDV e motivazione del l’abbandono del simbolo sei certo? Hai qualche fonte per favore?
    Grazie

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