Caro titolista ti scrivo…

[…] sono soprattutto i titoli degli articoli a influenzare la nostra percezione del loro contenuto e ciò che ne conserviamo. […] in un sistema in cui il tasso di inaccuratezza dei titoli è molto superiore a quello già alto degli articoli, questo significa che ciò che conserviamo in termini di conoscenza della realtà e degli eventi accaduti è una grandissima quota di informazioni false. (da Notizie che non lo erano, di Luca Sofri)

All’esilarante (meglio riderne che piangerne come pure sarebbe legittimo) Notizie che non lo erano di Luca Sofri si potrebbero aggiungere tanti capitoli sui meccanismi sistematici attraverso i quali il sistema dell’informazione produce disinformazione.

Uno di questi è legato alla propensione sensazionalistica descritta dall’autore. In virtù (si fa per dire) di questa propensione, nelle redazioni è diffusa la convinzione che il conflitto faccia notizia. Il conflitto “Roma-Bruxelles” o “governo italiano – commissione europea” è quindi un genere mediatico molto popolare tra gli addetti ai lavori. Così che trovano grande spazio non soltanto le occasioni in cui gli esponenti delle istituzioni nazionali e di quelle comunitarie sono effettivamente su posizioni diverse, ma si cerca di forzare la realtà in modo che ogni situazione corrisponda al cliché. In altre parole, se non c’è conflitto bisogna sollecitarlo. O simularlo.

Un esempio fresco fresco: domenica scorsa il ministro Padoan afferma pubblicamente (al forum Ambrosetti di Cernobbio) che il lavoro per la realizzazione di una bad bank (lo strumento per affrontare il problema dei crediti in sofferenza che appesantiscono i bilanci bancari, limitando la capacità di erogare credito) prosegue bene ed esprimere l’auspicio che si arrivi “presto” a una conclusione dei lavori. Il giorno dopo si diffonde la notizia di una visita a Roma del Commissario europeo alla concorrenza. I giornali italiani annunciano così la missione e la notizia di incontri tecnici a Bruxelles:

  • Repubblica: Svolta sulla Bad bank: Domani e giovedì vertici decisivi alla Ue
  • Messaggero: Sulla Bad bank missione a Roma della commissaria Ue
  • Mf: Bad Bank e salvataggi, domani c’è l’occasione per un chiarimento con Bruxelles

Come recita il sito della rappresentanza italiana della Commissione europea, il Commissario verrà a Roma in realtà per una audizione parlamentare, e a margine di questo appuntamento coglierà l’occasione per incontrare alcuni membri del governo e tra questi il Ministro dell’economia e delle finanze, Piercarlo Padoan. Probabilmente allarmata da queste attese improprie, in una conferenza stampa di ieri pomeriggio il Commissario Vestager ha specificato che il lavoro per la bad bank in Italia non è ancora in una fase conclusiva, ma che procede, con incontri tecnici e politici, e che una soluzione compatibile con le regole UE è possibile, e a dimostrazione che sia possibile cita le operazioni fatte in Germania e Slovacchia.

Ecco i titoli dell’ANSA che ne rilancia da Bruxelles le parole:

  • Bad bank: Vestager (Ue), non vicini a fase finale
  • Bad bank: Vestager gela attese,non vicini a fase finale

I titoli dei giornali di oggi? Ovvio…

  • Corriere: Bad bank italiana, frenata di Bruxelles
  • Stampa: L’Ue gela l’Italia sulla bad bank
  • Messaggero: Bad bank, la Ue si mette di traverso
  • Giornale: Bruxelles punta i piedi sulla bad bank

Gli articoli riportano in modo equilibrato l’evolversi della situazione, ma “Il titolismo è ormai una categoria a sé del giornalismo contemporaneo” scrive ancora Sofri, che continua così: “Lo è sempre stato, ma negli ultimi anni il distacco e l’autonomia dell’informazione trasmessa attraverso i titoli rispetto a quella propria degli articoli sono cresciuti straordinariamente” soprattutto a causa dell’aumento “del sensazionalismo allarmistico generato in parte dalla crisi di vendite e in parte dal fatto che l’enorme quantità di informazioni in circolazione ha alzato l’asticella dell’attenzione dei lettori, che i giornali cercano di coinvolgere con toni sempre più enfatici e spettacolari”.

Insomma, è come se il sistema mediatico si comportasse con i lettori così: “vi abbiamo detto una cosa non vera, siamo stati corretti, ma vi diciamo che si correggono loro”.

Update 1

Mi viene fatto notare che il mio post suggerirebbe che l’Ansa abbia forzato le parole del Commissario o che l’abbia sollecitata a forzare la risposta. Non è così in questo caso, e ho citato l’Ansa tra le altre agenzie, anche perché il titolo del commento serale cita quel “gelo” che compare il giorno dopo anche su un quotidiano. Le agenzie in questo caso fungono da meccanismo di trasmissione: Padoan ha detto una cosa a Cernobbio ed è lecito verificare a Bruxelles. In molti altri casi la ricerca del conflitto è frutto del conformismo (Roma contro Bruxelles è un genere di moda).

Resta il punto: il Commissario ha avvertito il bisogno di puntualizzare perché i giornali di quel giorno affermavano che la conclusione del dossier sarebbe arrivata proprio in prossimità della sua visita a Roma.

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Autore: robertobasso

Direttore della Comunicazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Le informazioni contenute in questo blog sono fornite a titolo personale e le opinioni espresse non impegnano ad alcun titolo l'istituzione per cui lavoro.

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