Candele ed energia elettrica: il paradigma dell’innovazione in 10 righe

Dieci righe di concentrato di intelligenza per capire che cosa sia l’innovazione e perché abbiamo bisogno della ricerca di base. Dal Corriere della Sera di oggi, il direttore del CERN a pag. 23.

Sarebbe impensabile oggi negare l’impatto che le grandi rivoluzioni scientifiche occorse tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento hanno prodotto sulla nostra attuale qualità della vita, eppure, forse proprio perché siamo circondati dalle applicazioni tecnologiche di queste rivoluzioni, la tendenza a considerare la ricerca scientifica come un lusso si riaffaccia ciclicamente nelle convinzioni (e di conseguenza nelle azioni) dei policy makers.

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Tu che nella tua divisa (pensando a Lino #Aldrovandi e Patrizia Moretti)

Tu che nella tua divisa
hai retto le botte e i sassi
di gente violenta e senza fine.
Tu che sulla tua divisa
hai raccolto il sangue del compagno
colpito con ferocia insana
da uomini senza parte.
Tu che nella tua divisa
raccogli potere e imponi paura
a donne e uomini senza torti.
Tu che con la tua divisa
alzi la mano contro gente inerme
che da te aspettava amichevole protezione.
Nella tua divisa,
immagina il pensiero di una madre
che pensa il figlio stretto nella morsa
sibilare “non respiro”.
Nella tua divisa,
pensa il pensiero infinito
di quella madre.
In quel pensiero,
ritrova il dolore del mondo
e ritrova la pietà di te stesso.

Per la serie “debiti che è bello avere”

Sarà che sono il terzo di fratelli, arrivato a 10 di anni di distanza dal secondo, ma non ho mai smesso di considerarmi un giovane studente. Limiti della psicologia umana. Fatto sta che ogni volta che entro in contatto con uno dei professori che hanno segnato i miei studi di sociologia ne sono affascinato.
Quando un anno e mezzo fa ho conosciuto Guido Martinotti ho pensato “quel Guido Martinotti? L’autore di Metropoli. La nuova morfologia sociale della città?”. Quel libro era stato per me un’illuminazione, mi aveva aiutato a comprendere il rapporto tra la banalità dell’informazione e il valore della ricerca empirica e dell’analisi accurata per comprendere i fenomeni e affrontarli cercando politiche adeguate.
Quando l’ho conosciuto, due anni fa, sono rimasto impressionato dal suo aspetto: la mole e la lunga barba bianca gli conferivano qualcosa del profeta, ma la semplicità e disponibilità lo rendevano più familiarmente simile a un nonno. Se n’è andato ieri, mentre era a Parigi.
Un grazie commosso, prof.

Lealtà

C’è una sola cosa che apprezzo in questo mondo, Steve, ed è la lealtà. Senza lealtà non sei niente e non hai nessuno. E in politica è l’unica valuta su cui puoi contare.

Beau Willimon, Le Idi di marzo, Mondadori 2011 (pièce teatrale – titolo originale Farragut North, la strada di Washington in cui hanno sede molte società di lobby e consulenza istituzionale – che ha ispirato a George Clooney un bel film con un cast di ottimi attori: Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti).

 

Sono fortunato

Quando nel 2008 ho deciso di cambiare lavoro, e di fidarmi un po’ più del mio istinto, ho adottato un principio: avrei lavorato per persone che mi piacciono, che stimo. Penso di essere fortunato, perché da allora ho il piacere di avere come socio Stefano Rolando, e di avere lavorato prima per il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida (campaign manager per le primarie del centrosinistra a Milano, 14 settembre – 14 novembre 2010) e poi per il candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia (campaign manager “Pisapiaxmilano”, 1 gennaio – 31 maggio 2011).

Oggi ho il piacere e l’onore di lavorare per un Ministro della Repubblica, un gentiluomo competente che risponde al nome di Fabrizio Barca, con delega alla Coesione territoriale. Nel mio piccolo, un servizio al Paese. Sarò fuori moda, ma ne sono molto orgoglioso.

 

Perché?

Riunione con il ministro e altro lavoro in largo Chigi al mattino. Un treno alla stazione Termini, preso di corsa, giusto il tempo di afferrare una focaccia e una bottiglia d’acqua. 3 ore di alta velocità, MM2 fino a Gioia, quindi l’incontro con l’assessore al Palazzo del Comune. Di nuovo la metro fino a Romolo e una corsa in ritardo per l’appuntamento con il Country Manager di Yahoo. Shuttle per piazzale Lodi, MM3, di nuovo alta velocità. Arrivo al capolinea della MetroB, Laurentina, alle 22:38.

Perché tanta fatica? La risposta me la sono data all’inizio del 2008, e la ritrovo adesso in Terracarne di Franco Arminio, che mi fa compagnia in queste ore:

Adesso è il momento di alzarsi e fare le cose in cui crediamo. Non dobbiamo riempirci la testa dei pensieri degli altri, dobbiamo raccontare i nostri.