Alla politica italiana manca Adriano Olivetti. Da 50 anni

Ieri, 27 febbraio, correva il 50° anniversario della scomparsa di Adriano Olivetti. In questo articolo pubblicato da Avvenire il ricordo di un profondo studioso della sua opera, Davide Cadeddu.

(http://www.avvenire.it/Cultura/Adriano+Olivetti+le+utopie+al+potere_201002250945072130000.htm)

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Rifare lo Stato dal basso

Dal capitolo L’utopia di Sindaci imprenditori, sul progetto politico di Adriano Olivetti.

L’ordine politico delle comunità è un progetto che lascia di stucco per la capacità di anticipare i problemi dello stato centralista ripresi della Lega negli anni Novanta del secolo scorso e oggi issati a vessillo a destra come a sinistra. Basta scorrere le parole pronunciate alla chiusura della campagne del Movimento Comunità per le amministrative del 1956:

[…] rifare lo Stato dal basso, dai Comuni alle Comunità per poi giungere dalle Comunità alle Regioni, dalla Regione allo Stato. […] Roma […] oggi significa soltanto uno Stato mediocre e corrotto, incapace di garantire quel rinnovamento morale e materiale che milioni di italiani attendono da dieci anni.

Il suo programma prevede di «abbattere l’idolatria dello Stato e l’egemonia dei partiti», di selezionare una nuova classe dirigente composta di sociologi, economisti, urbanisti. Al centro del progetto c’è un nuovo rapporto tra il singolo e la collettività, basato su quella Comunità che sarebbe stata come «un diaframma creativo tra l’individuo e lo Stato».

L'imprenditore e lo Stato

Ivrea x fbIvrea, centro culturale La Serra, 9 ottobre, ore 18:00:

L’imprenditore e lo Stato: Ideali pratiche e valori dai Comuni alla Costituzione in tre volumi, da Adriano Olivetti al 2009. Con Roberto Basso (autore di “Sindaci imprenditori. Viaggio tra le storie dei 300 italiani che guidano Comune e Impresa” – ed. Rubbettino), Sergio Ristuccia (autore di “Costruire le istituzioni della democrazia. La lezione di Adriano Olivetti, politico e teorico della politica” ed. Marsilio), Davide Cadeddu (curatore della nuova edizione di “Fini e fine della politica” di Adriano Olivetti – ed. Rubbettino) e la sapiente moderazione di Giovanni Maggia.

Da oggi in libreria "Sindaci imprenditori"

Da oggi è disponibile in libreria “Sindaci imprenditori. Viaggio tra le storie dei 300 italiani che guidano Comune e Impresa” (Rubbettino). Un libro nato grazie alla disponibilità dei sindaci imprenditori che in giro per l’Italia mi hanno raccontato le loro esperienze.

Sindaci imprenditori
Sindaci imprenditori

Nessuna teorizzazione di un eventuale primato della cultura d’impresa sulla cultura dell’amministrazione della res publica. Semplicemente un punto di vista molto specifico dal quale guardare a una molteplicità di temi. Certo, il confronto tra la mentalità dell’imprenditore e quella del politico, ma anche il deficit di servizi subito dal cittadino italiano, che ha svuotato di significato la distinzione destra-sinistra. E poi la differenza tra chi sceglie la politica come professione e chi ne fa una parentesi di civil service.

Involucri

L’urbanistica è il frutto di un’intuizione del secolo scorso: cambiava la società e lo sviluppo tumultuoso delle città richiedeva l’integrazione di discipline diverse (architettura, sociologia, economia, statistica…) per progettare una vita sociale sicura, sana, confortevole. Il Canavese è stato tutt’altro che marginale in questa evoluzione, grazie alla presenza di Adriano Olivetti, il quale curò la realizzazione del piano regolatore generale della Valle d’Aosta e fu presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica.

Fa piacere vedere che questa sensibilità non sia andata smarrita in quell’angolo un po’ speciale d’Italia a nord-ovest, tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. A Rivarolo Canavese, che col declino di Ivrea si candida a divenire il nuovo capoluogo dell’area, un vivace imprenditore-sindaco sta realizzando numerosi progetti destinati a cambiare la forma, e forse la sostanza, della città. Tra questi, lo Urban Center citato ieri dal Sole 24 Ore come uno degli esempi di architettura innovativa realizzati in italia, in particolare per l’uso di rivestimenti ad elevato contenuto tecnologico, progettato dallo studio Benedetto Camerana & Partners. “Sull’area di un’industria dismessa che produceva matite e pennarelli è stato inaugurato da poco un nuovo centro civico con materiali contemporanei e colori accesi. Nell’intero complesso si distingue il volume dell’hotel-residence che appare come un’astronave atterrata sulla nuova piazza: un corpo a tre piani rivestito con scandole in zinco-rame-titanio color grigio, si appoggia sul centro commerciale ed è sostenuto da otto pilastri sottili e inclinati, rossi blu e bianchi” (Paola Pierotti, IlSole24Ore).

Urban Center di Rivarolo Canavese
Urban Center di Rivarolo Canavese

Ho intervistato il sindaco Fabrizio Bertot due settimane. Il suo atteggiamento è analogo a quello riscontrato tra buona parte degli imprenditori-sindaci intervistati per “Sindaco SpA”, figlio di un’attitudine specifica: “Volevo arrivare a fare il sindaco perché da quella posizione avrei fatto ciò che altri dicevano e poi non facevano”. Sul cambiamento della città dice: “penso che le rivoluzioni si fanno, non si annunciano”. Intraprendenza e visionarietà sono due qualità comuni agli uomini e alle donne che nel piccolo della loro dimensione comunale stanno contribuendo a dare un impulso al Paese.

Adriano Olivetti, sindaco-imprenditore

Quando sono sceso dal treno a Ivrea, mi aspettavo di trovarmi davanti qualcosa che mi parlasse di tecnologia: era il 1986 e l’Olivetti era al vertice mondiale delle società di informatica, contendendo a IBM il primo posto nella classifica dei produttori di personal computer. Invece il piazzale della stazione era disadorno, privo di una personalità architettonica, e anche un po’ triste.

L’articolo continua su LibMagazine.

Il Canavese, quanto a imprenditori-sindaci…

Parlando nel post precedente di imprenditori che fondano movimenti e poi diventano sindaci, e per di più in Canavese, inevitabilmente il pensiero è corso ad Adriano Olivetti. Periodicamente la stampa dedica qualche spazio alla sua memoria, ma Adriano è un personaggio che meriterebbe un ruolo fisso nel panorama della cultura politica italiana. Fu sindaco di Ivrea, sede dell’azienda fondata dal padre Camillo, dal 1956 al 1960, anno della sua morte. Fondatore del movimento politico Comunità, contribuì alla nomina di numerosi amministratorti locali in Canavese e fu eletto deputato nel 1958. Fu industriale, urbanista ed editore (le Edizioni di Comunità pubblicarono Max Weber in italiano per prime; nel 1998 vennero acquisite da Einaudi). Mecenate e politico di razza. Forse se si parla di imprenditori-sindaci dotati di visione e di un profondo senso di servizio bisogna partire anche da lui. Una Fondazione lavora per dare seguito alle sue idee. La Storia siamo noi gli ha dedicato una bella puntata reperibile nelle teche della Rai.