Civico indirizzo?

Sulla questione sollevata da Valerio Onida alle primarie di Milano io credo che ci sia un grosso equivoco di fondo. Un equivoco che affonda le radici nella vocazione maggioritaria con cui è nato il PD. Con quella vocazione in testa e l’ipotesi di dissolvimento di qualsiasi altra cosa a sinistra, venne naturale allora decidere di aprire le primarie a tutti i “simpatizzanti” (qualcuno si ricorda invece la predilezione di D’Alema? “Ho sempre avuto una tessera di partito”). Così le primarie per la scelta dei candidati a cariche elettive diventano sistematicamente “di coalizione”. Cioè? Una competizione tra partiti.
E se invece di investire tutto su di un candidato selezionato in modo opaco i dirigenti del PD si fossero accordati con quelli di SEL e PRC per primarie vere, tra candidati alle stesse condizioni? E magari tra questi qualche proprio tesserato, anziché papa stranieri?

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