Pensioni: promesse, aperture e risposte dovute

Sui quotidiani di oggi grande evidenza al tema delle pensioni (Corriere e Messaggero ci fanno l’apertura, ma è in prima su tutte le principali testate). Il fatto che ieri ne abbiano parlato il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il presidente dell’INPS e il sottosegretario con deleghe economiche ha scatenato ipotesi di grandi manovre sul sistema previdenziale. Alcuni titoli:

  • Pensioni: Padoan apre sulla flessibilità (Il Sole 24 Ore)
  • Padoan riapre il cantiere pensioni (Corriere della Sera)
  • Flessibilità, Padoan apre (Repubblica)
  • Padoan apre sulle pensioni “Ma servono 7 miliardi” (La Stampa)
  • Pensioni flessibili, Padoan apre (Il Messaggero)

Avvenire e Fatto Quotidiano non citano il Ministro nei titoli, Libero fa un catenaccio con “Padoan rilancia una vecchia proposta del governo Monti: un prestito per chi lascia il lavoro in anticipo”.

Il lettore si può chiedere quale iniziativa sarà stata presa per annunciare una iniziativa che giustifichi questi entusiasmi: in realtà, il ministro ha risposto alla domanda di un parlamentare nel corso di un’audizione (sul sito del Ministero il testo dell’intervento e il video della sessione) sul Documento di Economia e Finanza 2016 (DEF) alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Ecco che cosa ha chiesto l’on. Marchi e quello che ha risposto il Ministro.

Domanda dell’On. Maino Marchi

Volevo chiedere se sulla flessibilità per le pensioni si sta pensando anche a un coinvolgimento di soggetti bancari o assicurativi per affrontare il tema dell’impatto che può avere nei primi anni – e che è la difficoltà  con cui ci stiamo confrontando per raggiungere questo obiettivo.

Replica del Ministro Padoan

È stata citata la questione del possibile ruolo del sistema creditizio relativamente alla flessibilità pensionistica. Su questo tema il DEF non si addentra più di tanto, ribadisce un concetto che sicuramente mi avete sentito esprimere più di una volta: il sistema pensionistico è uno dei pilastri della sostenibilità del sistema italiano e questo ci viene riconosciuto in sede europea. Siamo un paese ad altro debito – che peraltro sta scendendo ma siamo pur sempre un paese ad alto debito – quindi questo [la stabilità] è un valore fondamentale. Detto questo sicuramente ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti che sugli incentivi che sui legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro in modo tale da migliorare le opportunità sia per chi sta per andare in pensione sia per chi deve entrare nel mercato del lavoro. Quindi io sono sicuramente favorevole a un ragionamento complesso e sono sicuramente aperto a fonti di finanziamento complementari che si possono studiare. Non mi soffermo di più perché il DEF non esclude queste cose, le rinvia al dibattito dei prossimi mesi.

Quando il Ministro accenna al DEF fa riferimento a un passaggio del Programma Nazionale di Riforma (costituisce una delle sezioni del Documento), a pag. 86:

Il Governo da ultimo valuterà, nell’ambito delle politiche previdenziali, la fattibilità di interventi volti a favorire una maggiore flessibilità nelle scelte individuali, salvaguardando la sostenibilità finanziaria e il corretto equilibrio nei rapporti tra generazioni, peraltro già garantiti dagli interventi di riforma che si sono susseguiti dal 1995 ad oggi.

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Caro Paese membro dell’UE…

Caro Paese membro dell’Unione Europea,

se al Parlamento Europeo mandi simpatiche cantanti, se i membri del Parlamento Europeo che hai eletto si dimettono appena vedono la possibilità di tornare in Italia per fare i sindaci, i presidenti di Regione, i parlamentari nazionali, se i tuoi leader danno ogni giorno addosso all’Europa e alla “euroburocrazia”, se per tutto quello che va bene la classe dirigente nazionale si attribuisce i meriti e per tutto quello che va male addossa la responsabilità alla Commissione europea, se discuti del tuo stesso ombelico anziché delle decisioni condivise nelle sedi comunitarie, se i tuoi giornali e telegiornali raccontano l’Europa come una maestrina pronta a bacchettare anziché un club al quale abbiamo deciso volontariamente di aderire (anzi, lo abbiamo fortemente voluto e siamo tra i soci fondatori), se il linguaggio del dibattito pubblico è infarcito di luoghi comuni (“bocciature” e “bacchettate” in testa), se nessuno dice che i 2.070 miliardi di debito pubblico dell’Italia (34.500€ a testa, inclusi neonati e ultracentenari) li hanno contratti gli italiani e non la sig.ra Merkel.

Ecco, caro Paese membro dell’Unione Europea, se per anni fai tutto questo, come vuoi che votino gli elettori quando ancora non siamo fuori dal pantano della più grave crisi economica dal dopoguerra?

Opinioni e bocciature

Bocciatura: Insuccesso di un candidato a una prova (scolastica, elettorale ecc.); il rigetto di un’iniziativa, di una legge: la b. del bilancio comunale
Opinion = Opinione: Idea, giudizio individuale, punto di vista soggettivo
[dal dizionario online Sabatini Colletti in collaborazione con Corriere.it]

Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, la Commissione ha espresso il 15 novembre scorso una “opinion” sui progetti di bilancio di 17 stati membri. Per l’Italia l’opinione della Commissione contiene alcuni rilievi critici relativi al rischio di deviazione dal percorso di riduzione del debito:

Italy has included about ¼ p.p. of GDP expenditure in the draft budgetary plan, related to the government’s intention to benefit from the so-called “investment clause”. However, as Italy does not comply with the debt criterion in 2014, this would lead to non-eligibility to the investment clause. Therefore, Italy should continue to make sufficient progress towards the MTO also in 2014, by ensuring the necessary structural adjustment. The structural balance points to a deviation in 2014 which, if repeated the following year, could be assessed to be significant and could put at risk compliance with the requirements of the preventive arm of the SGP.

In altre parole, la Commissione invita il nostro Paese a fare progressi in direzione degli obiettivi di medio termine anche nel 2014, laddove noi abbiamo optato per una deviazione temporanea che ci consenta di promuovere la crescita attraverso investimenti pubblici in infrastrutture. L’opinione della Commissione è rispettabile e rispettata, ma resta un’opinione: non è la bocciatura di cui hanno parlato i media italiani, non ci obbliga a modificare la Legge di stabilità per il 2014. Visti i risultati della finanza pubblica in corso d’anno e poi ancora nel 2015 si valuterà se il le misure prese per la riduzione del debito pubblico saranno sufficienti a tenerci sul percorso concordato oppure se si renderanno necessari altri e diversi interventi.