Ma è giusto anche sottolineare che la ricchezza, poco sfruttata, che si desume dalle ricerche demoscopiche non si limita alla sola previsione del comportamento di voto. Questo è invece quello che chiedono i giornali, i media più in generale, i politici stessi. Se non esce un numero, un vaticinio, sono tutti scontenti. Salvo poi prendersela quando la profezia non si avvera. È la sondaggite, bellezza, una malattia da cui non si guarisce…

Paolo Natale, su Europa

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Caro Paese membro dell’UE…

Caro Paese membro dell’Unione Europea,

se al Parlamento Europeo mandi simpatiche cantanti, se i membri del Parlamento Europeo che hai eletto si dimettono appena vedono la possibilità di tornare in Italia per fare i sindaci, i presidenti di Regione, i parlamentari nazionali, se i tuoi leader danno ogni giorno addosso all’Europa e alla “euroburocrazia”, se per tutto quello che va bene la classe dirigente nazionale si attribuisce i meriti e per tutto quello che va male addossa la responsabilità alla Commissione europea, se discuti del tuo stesso ombelico anziché delle decisioni condivise nelle sedi comunitarie, se i tuoi giornali e telegiornali raccontano l’Europa come una maestrina pronta a bacchettare anziché un club al quale abbiamo deciso volontariamente di aderire (anzi, lo abbiamo fortemente voluto e siamo tra i soci fondatori), se il linguaggio del dibattito pubblico è infarcito di luoghi comuni (“bocciature” e “bacchettate” in testa), se nessuno dice che i 2.070 miliardi di debito pubblico dell’Italia (34.500€ a testa, inclusi neonati e ultracentenari) li hanno contratti gli italiani e non la sig.ra Merkel.

Ecco, caro Paese membro dell’Unione Europea, se per anni fai tutto questo, come vuoi che votino gli elettori quando ancora non siamo fuori dal pantano della più grave crisi economica dal dopoguerra?

Europa, Europa, Europa… ma non sui giornali

Accendo il telefono al mattino e mi arrivano sms di parlamentari europei che si ricandidano, benché in circoscrizioni diverse da quella in cui voto. Vado nelle piazze qui sul Lago di Garda e trovo candidati al Parlamento Europeo che parlano con la gente. Torno a casa, entro in Facebook e trovo amici, conoscenti e sindaci, di destra e di sinistra, da tutta Italia, che spiegano la loro idea di Europa. Apro Outlook e nella Posta in arrivo scarico inviti ad aperitivi e cene elettorali pre-europee.

Poi guardo la prima pagina della mazzetta di quotidiani che ho portato a casa… ma non sarà che i giornali di carta vendono meno di prima perché non raccontano più quello che succede nella realtà?