Il governo del fare. Accadere le cose.

Vi siete mai chiesti perché il Governo si chiami anche esecutivo? Secondo me perché deve occuparsi di fare accadere le cose, come dice il ministro Barca. E una scuola di alti studi sullo sviluppo nata da sue intuizioni e organizzata dalla Fondazione Francesco Saverio Nitti si chiama proprio così: “Far accadere le cose”.

Far sì che al di là delle intenzioni, dei principi e delle regole le azioni collettive abbiano luogo è quell’attività che i manager chiamano execution.

Certo il Governo non amministra un condominio, non si occupa solo dell’amministrazione ordinaria ma di programmare il futuro della comunità nazionale, di tracciare una via per il Paese. E quindi di fare riforme, proponendo leggi e norme capaci di incidere profondamente nella vita quotidiana dei cittadini nel lungo periodo.

Ma nulla accade se non si presta la massima attenzione e cura all’execution. Senza di queste le norme restano lettera morta. Non a caso nell’organizzazione d’impresa i manager con responsabilità apicali si chiamano executive. L’amministratore delegato è il Chief Executive Officer: l’impiegato-capo che deve far accadere le cose.

Per esempio: se il CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica) stanzia denaro pubblico per finanziare opere e interventi nell’interesse generale e poi nessuno va a verificare che cosa accade sul posto, c’è una certa probabilità che le cose non accadano.

Per questo motivo il ministro Barca (che tra le sue deleghe ha anche il coordinamento del CIPE) ha inviato 21 sopralluoghi in altrettanti luoghi di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia: per vedere sul posto se e come le cose accadono, guardando non solo le carte, ma gli occhi di chi ha la responsabilità della realizzazione di quegli interventi e “ascoltando” il contesto.

Mappa dei sopralluoghi effettuati in settembre 2012

E poi, ovviamente, rendendo tutto pubblico. Qui, sul sito della Coesione territoriale.

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Sono fortunato

Quando nel 2008 ho deciso di cambiare lavoro, e di fidarmi un po’ più del mio istinto, ho adottato un principio: avrei lavorato per persone che mi piacciono, che stimo. Penso di essere fortunato, perché da allora ho il piacere di avere come socio Stefano Rolando, e di avere lavorato prima per il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida (campaign manager per le primarie del centrosinistra a Milano, 14 settembre – 14 novembre 2010) e poi per il candidato sindaco di Milano Giuliano Pisapia (campaign manager “Pisapiaxmilano”, 1 gennaio – 31 maggio 2011).

Oggi ho il piacere e l’onore di lavorare per un Ministro della Repubblica, un gentiluomo competente che risponde al nome di Fabrizio Barca, con delega alla Coesione territoriale. Nel mio piccolo, un servizio al Paese. Sarò fuori moda, ma ne sono molto orgoglioso.