comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

Quel reportage dopo le elezioni del 2008

Fu un reportage di Giuseppe D’Avanzo dal mitico/famigerato Nord-Est, alla ricerca delle ragioni (sempre incomprensibili da Roma) della disfatta del PD alle elezioni politiche che sancirono il ritorno di Berlusconi alla guida del Paese nel 2008, a spingermi a scrivere Sindaci imprenditori, pubblicato l’anno dopo da Rubbettino.

Nel suo girovagare nella provincia del triveneto, D’Avanzo incontrava imprenditori, operai, amministratori. Un paio di sindaci di piccoli comuni che erano anche imprenditori, con la villetta e – dietro questa – il capannone industriale. Partendo dalle sue considerazioni, e da qualche esperienza professionale in Running che mi aveva portato a contatto con imprenditori-sindaci, che nacque l’idea di intervistare alcune di queste figure. Una ricerca per capire che cosa produce l’incrocio tra il pragmatismo finalizzato al risultato dell’imprenditore e l’orientamento alla norma del burocrate.

Un piccolo motivo, personale, per essere ancora più grato a un grande giornalista. Controverso, però, perché alcuni toni e alcune polemiche (per esempio con Travaglio) mi lasciavano perplesso. Anche le “10 domande” di Repubblica a Silvio Berlusconi non mi entusiasmavano. E per fortuna. Oggi mica celebriamo un santo: commemoriamo invece un giornalista. Bravo, ostinato, capace di andare a caccia di notizie. Quando da ragazzino sognavo di fare il giornalista, il mio modello era quello incarnato da Giuseppe D’Avanzo.

 

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All'ombra del Palazzo

Invito Sindaci imprenditori a Roma, 2 dicembre h 18:00

Dopo Trieste, Napoli, Torino, Ivrea, il 2 dicembre “Sindaci imprenditori” verrà presentato a Roma, all’ombra del Palazzo, in piazza Montecitorio alle 18:00 (sala Capranichetta). Si parlerà di professione politica e di civil service, di competenze ed efficacia, di visione e di leadership con Secondo Amalfitano (Formez Italia), Sergio Ristuccia (Consiglio italiano per le scienze sociali), Stefano Rolando (Università IULM).

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Trieste, 10 settembre

Invito Trieste

Sindaci e imprenditori: innovazione politica tra partiti ed etica individuale

Intervengono, con l’autore: Alssandro Calligaris (presidente Confindustria Friuli Venezia Giulia), Roberto Dipiazza (sindaco di Trieste), Federico Pacorini (presidente B. Pacorini Holding)

Modera: Paolo Possamai (direttore “il Piccolo”)

Trieste, Auditorium Museo Revoltella, via Diaz 17

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PD al 40,3%

40,3 è la percentuale dei politici di professione sul totale dei candidati a un seggio europeo per il Partito Democratico.

Il doppio del PDL, quattro volte la lista Bonino-Pannella, quelli della Lega moltiplicato per cinque.

Remunerare l’attività di chi si dedica alla politica a tempo pieno è stato uno dei passi fondamentali per l’affermazione della democrazia, per il superamento delle aristocrazie e delle plutocrazie ottocentesche. Ma secondo me questo divario tra il PD e le altre formazioni politiche nella composizione dei propri attivisti e candidati è una delle ragioni della scarsa capacità di comprendere il “Paese reale”. Di capire cioè che cosa pensano e che cosa vogliono quelli che lavorano per vivere.

Di coloro che vivono di politica abbiamo già parlato a febbraio di quest’anno e dicembre dell’anno scorso.

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Sindaco, il pezzo di Stato più vicino al cittadino (purtroppo, a volte…)

Nelle piccole comunità il sindaco è facilmente raggiungibile dai concittadini: che lo incontrano al bar, lo vanno a trovare in Municipio anche senza appuntamento, a volte ne hanno il numero di cellulare…

Il sindaco incarna lo Stato, le istituzioni, nel loro rapporto più intimo con il cittadino. Purtroppo diventando a volte il parafulmine di numerose frustrazioni (e anche, più semplicemente, delle nevrosi e della follia qualunque).

Così accade, è accaduto ieri, che un ex operaio in pensione spari in volto al sindaco di Sannazzaro de’ Burgundi (PV). Nello stesso giorno un pensionato 78enne aggredisce a bastonate il sindaco di Solofra (AV).

Solidarietà e molti auguri ai primi cittadini Michele Debattista (i medici si sono riservata la prognosi ma non sarebbe in pericolo di vita) e Antonio Guarino.

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Par condicio

Per chi non ricordasse le vicissitudini sexy-psicotrope dell’ex onorevole Cosimo Mele rimando al suo profilo su Wikipedia. Non mi interessa qui una lettura morale, ma quella politica: che mi suggerisce un giudizio di ipocrisia e incoerenza su un politico iscritto a un partito che – in pubblico – fa della difesa dei valori della famiglia una bandiera, salvo poi ritrovarsi – in privato – a passare le notti del suo mandato romano con due prostitute e un po’ di droga in albergo.

Onore al merito al fiuto giornalistico di Gian Antonio Stella che è andato a scovare l’ex onorevole nel suo paese natale, Carovigno, in provincia di Brindisi, dove si candida al consiglio provinciale. L’intervista sul Corriere della Sera merita.

Tre affermazioni in particolare mi sembra che vadano sottolineate. La prima è che “in Parlamento non si fa un cazzo” (letterale). Ecco, siccome lui è un industriale “del calcestruzzo” trova che lì a Roma si faccia poco, ci si annoi. Per  questo, poverino, finiva le notti in compagnia di escort. La seconda affermazione riguarda i suoi ex compagni di partito dell’Udc, criticati perché secondo lui “un partito dovrebbe difendere i suoi deputati”. A prescindere, avrebbe detto Totò… La terza: “Pensi che su Face­book è nato perfino un club ‘ammiratori di Cosimo Mele’. Con 500 iscritti”. E’ vero (anche chi non ha un account su FB può verificarlo qui), ma si sarà reso conto che lo prendono per i fondelli?!

Ecco il caso di un imprenditore che farebbe bene a continuare ad occuparsi dei suoi affari privati lasciando stare la politica.

Lex deputato Udc Cosimo Mele

L'ex deputato Udc Cosimo Mele

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Giochi fatti per le amministrative? Al Nord…

Al Nord, laddove PDL e Lega si presentano uniti, non sembra esserci partita: basta pensare in Lombardia ai casi delle province di Milano (dove il pdl Guido Podestà è in netto vantaggio sull’uscente Penati) e Brescia (dove il deputato e sottosegretario leghista Molgora si confronta con il pd Peli).

Diversa la situazione nei piccoli comuni, dove la Lega pensa di poter vincere da sola oppure il PDL registra le defezioni di componenti di Fi che preferiscono andare da soli o unirsi a forze di sinistra. Così accade che in comunità di poche migliaia di anime si presentino anche 5 liste.

E pure a Bologna i contendenti accreditati di qualche chance nella successione a Cofferati sono 4, 2 a sinistra e due a (centro)destra: Delbono, Pasquino, Guazzaloca e Cazzola. Un po’ di pepe nell’attesa dei risultati…

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Europa, Europa, Europa… ma non sui giornali

Accendo il telefono al mattino e mi arrivano sms di parlamentari europei che si ricandidano, benché in circoscrizioni diverse da quella in cui voto. Vado nelle piazze qui sul Lago di Garda e trovo candidati al Parlamento Europeo che parlano con la gente. Torno a casa, entro in Facebook e trovo amici, conoscenti e sindaci, di destra e di sinistra, da tutta Italia, che spiegano la loro idea di Europa. Apro Outlook e nella Posta in arrivo scarico inviti ad aperitivi e cene elettorali pre-europee.

Poi guardo la prima pagina della mazzetta di quotidiani che ho portato a casa… ma non sarà che i giornali di carta vendono meno di prima perché non raccontano più quello che succede nella realtà?

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Tra Noemi e Papi dove stanno i sindaci?!?

Neanche dieci giorni alle elezioni e del rinnovo delle amministrazioni in 4mila comuni non parla nessuno. Con l’eccezione della stampa locale che dedica un po’ di attenzione alle competizioni dei comuni del territorio, i media non trattano di un evento decisivo per la qualità della vita quotidiana: la scelta del primo cittadino.

E poi ci si chiede perché buona parte del Paese cerchi un rapporto diretto ed esclusivo, di pancia, con il Presidente del Consiglio, ci si lamenta che Silvio Berlusconi controlli i media…

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Indifferenti e compassionevoli

Uguaglianza e libertà sono le due stelle polari opposte del pensiero politico secondo Bobbio. A me viene da pensare a indifferenza e compassione. Certe reazioni del personale politico di casa nostra mi sembra ostentino indifferenza. Altre compassione senza condizioni. Forse sono menzognere entrambe. E in ogni caso la realtà non si maneggia mai prendendola per i suoi lembi estremi. Chiunque lo annunci, immancabilmente non lo fa. (e di questo non possiamo che felicitarci)

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