comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

#FrancoArminio, il poeta paesologo

Ora, io non ho nessuna autorità per affermare che Franco Arminio sia un grande poeta. Allora leggete Terracarne, ed. Mondadori, 18€ per 356 pagg di poesia. Si è inventato una roba che pare furba, con un brutto nome: “paesologia”. Ma non ci fate caso, lui abbruttisce per “scuorno”, perché nella sua cultura gli hanno inchiodato dentro la modestia. Ma le parole che stende sul foglio sono lampi che illuminano squarci di senso in una vita frenetica che a volte ne sembra del tutto priva. Avete mai fatto caso nella segnalatica stradale ai “PIP” (Piano insediamenti Produttivi) o altre amenità burocratiche con le quali i sindaci denominano pezzi dei territori affidati alla loro cura? Beh, lui per esempio lo dice così:

Il mio paese si chiama Bisaccia, ma la gente abita quasi tutta in un paese a due chilometri che da sempre tutti chiamano “Piano regolatore”.

Lui va in giro per paese desolati del Sud e li scopre a modo suo, senza nostalgia, semplicemente accogliendo la  separazione dalla modernità, come a Tricarico (Lucania).

Tricarico nuova ha la stessa mesta oscenità della nazione che abbiamo costruito negli ultimi cinquant’anni. E’ un luogo che sparisce. Mano a mano che viene costruito.

Basta, non si possono citare pezzettini, ogni pagina contiene singhiozzi, sussulti, passaggi di lirismo assoluto.

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Il Sacco del Nord

Dal Giudizio Universale, la recensione de “Il Sacco del Nord” di Luca Ricolfi

Il sacco del Nord

L’ultimo lavoro di Luca Ricolfi analizza, con molteplicità di dati e fonti, i flussi di denaro tra regioni italiane. Un testo che è piaciuto soprattutto alla destra per le sue conclusioni “federaliste”, ma che dovrebbe essere considerato da tutti, per il suo metodo rigoroso e per la proposta di una contabilità nazionale alternativa al Pil.
di Roberto Basso

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Ma dov'è questa crisi?

Abbiamo fatto pratiche per finanziamenti europei e regionali per tutti questi comuni, ricevendo un mare di soldi, perché io seguivo personalmente le pratiche con un geometra molto bravo che veniva dal mio Comune” (imprenditore ex-sindaco indipendente, che si è inventato una società di diritto privato partecipata dai piccoli comuni della sua zona per aiutarli a gestire l’accesso ai fondi)

In tempi di crisi ti aspetti che sulle poche risorse disponibili si accalchino come mosche sul miele anche gli Enti Locali ai quali la Finanziaria taglia i trasferimenti.

E allora chiediamoci come sia possibile che ad oggi le Regioni dell’Italia meridionale abbiano utilizzato soltanto lo 0,3% dei fondi comunitari del ciclo di pogrammazione 2007-2013 come denuncia il capo-gruppo della delegazione italiana del Pse al Parlamento Europeo, Gianni Pittella. E che – come denuncia il ministro Scajola – nel ciclo di programmazione precedente, 2000-2006, i fondi disponibili siano stati utilizzati soltanto all’84%, con il rischio di “perdere” finanziamenti per una cifra tra 3 e 9 miliardi di euro?

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Se 107 vi sembran poche

La spazzatura non occupa più le vie di Napoli. La cordata per rilevare Alitalia c’è (ma il salvataggio – forse – no). Il federalismo fiscale avanza, anche senza numeri e impregni precisi. E i costi della politica? Dov’è finito il dibattito sulla “casta” che per mesi ha dato uno scopo all’inchiostro dei giornali e sul quale si è spesa tanto generosamente quanto impropriamente l’etichetta di antipolitica?

L’articolo continua su LibMagazine.

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Niente pregiudizi sul federalismo

Ho appena finito di leggere sul Mattino di Napoli un editoriale di Massimo Lo Cicero che trovo  esemplare: mette al bando le prese di posizione aprioristiche e barricadere sulle quali gli opposti schieramenti politici italiani si confrontano su qualsiasi tema, nel caso specifico a proposito di federalismo. Da napoletano, afferma che il federalismo può essere per il Sud un’opportunità per assumersi le proprie responsabilità, mettere al bando il clientelismo, pretendere dal ceto politico servizi pubblici funzionali ed efficaci a costi legittimi. 10, 100, 1000 editoriali così.

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