comunicazione è relazione

il blog di Roberto Basso sulla comunicazione di pubblica utilità e varia umanità

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Prendiamo i dati del voto alla Camera in Lombardia, quando mancano soltanto 117 sezioni: la differenza tra la coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra è di 432mila voti. Il M5S e la coalizione Monti hanno preso 1 milione 800mila voti.

Mettiamola così: se un elettore su quattro avesse optato per il voto disgiunto Ambrosoli colmerebbe la distanza registrata sul piano del voto parlamentare.

Domani scopriremo l’impatto sull’elettorato degli appelli al voto disgiunto, degli endorsement per Ambrosoli venuti da esponenti e candidati del movimento di Monti e da personaggi pubblici come Fo e Celentano che hanno sostenuto il voto disgiunto rispettivamente a Scelta Civica e al M5S per il consiglio regionale e per Ambrosoli alla presidenza della Regione.

 

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Ambrosoli-Maroni in attesa del voto disgiunto

Le ipotesi razionali sull’esito del voto amministrativo in Regione Lombardia – visti trend, indicatori, serie storiche, quadro delle alleanze ecc. – renderebbero plausibile la clamorosa sorpresa di una vittoria del candidato civico e di centrosinistra dopo 18 anni.

I primi dati che vengono dagli exit poll e dagli instant poll annunciano un testa a testa nel voto politico tra centrodestra e centrosinistra. In questa condizione, due considerazioni possono aiutare a prefigurare l’esito. La prima considerazione riguarda la differenza tra la coalizione politica nazionale di centrosinistra e quella amministrativa per le regionali in Lombardia: quest’ultima è più ampia e dovrebbe portare ad Ambrosoli più voti di quelli presi da Bersani in regione.

La seconda considerazione riguarda il voto disgiunto: le dichiarazioni di voto di esponenti di Scelta Civica (come Ilaria Borletti Buitoni e Pietro Ichino) e di personaggi popolari come Dario Fo e Adriano Celentano indurrebbero a pensare che Ambrosoli potrebbe avvantaggiarsi del voto disgiunto. C’è un però: il voto disgiunto può funzionare anche al contrario. Se è vero quanto ci dicono gli analisti sul M5S, ovvero che sarebbe cresciuto grazie al voto di elettori che in passato hanno votato per il centrodestra, non è da escludere che qualcuno voti per il Movimento 5 Stelle al consiglio regionale e per Maroni alla presidenza.

 

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Voto disgiunto anche in Sardegna!

La personalizzazione della politica italiana non è una novità da 15 anni, ma il voto in Sardegna ne è un’ulteriore, solida conferma. Il voto disgiunto ne è una conseguenza sempre più evidente.

Renato Soru riceve il 43% dei consensi, 4 e passa punti percentuali più della coalizione che lo sostiene. Ugo Cappellacci ottiene il 52% dei consensi, quasi 5 punti percentuali meno della sua colazione.

Lo scarto tra i candidati alla presidenza è di 9 punti percentuali. Lo scarto tra le due coalizioni è doppio: 18 punti.

Il confronto tra i due candidati ufficiali ne nasconde un altro più importante: tra il presidente uscente della Regione e il presidente del Consiglio in carica, tra due personalità diverse, tra due modi di intendere la politica, tra due modi di intendere la comunicazione politica.

E noon ci sono dubbi su chi abbia vinto.

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Voto disgiunto anche in Sardegna?

Abbiamo parlato di voto disgiunto a proposito dell’imprenditore del PD eletto sindaco di Velletri lo stesso giorno in cui i suoi concittadini votavano per due terzi a favore di un parlamento di centrodestra.

Nelle prime sezioni scrutinate in Sardegna, a Sassari, l’ex presidente della Regione Renato Soru sarebbe in vantaggio sul principale contendente Ugo Cappellacci con la maggioranza assoluta delle preferenze ma le liste che lo sostengono non supererebbero il 46% dei consensi.

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Fuori porta

Tra Velletri e Roma ci sono soltanto quarantadue chilometri di ferrovia. Li percorre un treno ogni ora. Con una certa mestizia. Ma in una bella giornata e fuori dagli orari di punta sembra di farsi scarrozzare ad una gita fuori porta. Nella stazione di Parrone i versi di galli e galline annunciano l’allontanamento definitivo dall’Urbe.

Continua sul nuovo numero di LibMagazine, dove si trovano anche: Dio è l’ultima ancora di salvezza dei maniaco-depressivi – di Ivrès Taverni; Usa ‘08: intervista a Gianna Pontecorboli – di A.D’Addesio; Congresso sempre più democratico – di Andrea Mollica; Dalla Bulgaria con squallore – di Antonello Guerrera; Speakeasy – Non c’è tempo per il fair play – di Michael Mazzei; Nic’sPics – Fermati un minuto, ascolta – di Nicola Scardi; Ve lo immaginate Saviano boxeur? – di Ciro Monacella; Il ladro generoso – di Barbara Mella
Corsivo di Marzia Cangiano; vignetta di Ciro Monacella; Idee per una carriera soddisfacente di Dario Ripamonti.

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